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timau Timau
carnia Carnia
 
immagine di Timau immagine di Timau

TIMAU
www.timau.it

Il paese di Timau-Tischlbong è situato nella valle del But, sulla destra orografica del torrente che nasce dalla splendida sorgente del Fontanone.
Posto a 825 m s.l.m., è sovrastato dalla catena montuosa che comprende il Pizzo Timau (2217 m) e la Creta o Ganzspits (1847 m), che caratterizza, dal punto di vista estetico-ambientale, l'intero abitato.

LINGUA
Gli abitanti di Timau parlano correntemente, oltre naturalmente all'italiano e al carnico, il Timavese o Tischlbongarisch. Quest'ultimo è un tedesco arcaico, oggetto di interesse da parte di numerosi studiosi socio-linguistici, docenti e laureandi, che giungono a Timau per apprenderne l'idioma sia dall'Italia che dalle aree geografiche europee di parlata tedesca, come la Germania e l'Austria.
Vocabolario redatto dalla dott.ssa Geyer
La tesi di laurea della dottoressa Geyer – l’unica pubblicata - dell'Università di Vienna

Vocabolario redatto dalla dott.ssa Geyer
"Vocabolario Timavese" redatto dalle dott.sse Ingeborg Geyer e Anna Gasser (Università di Vienna)

Vocabolario redatto dalla dott.ssa Geyer
"Notizie storico linguistiche su Timau – Tischlbong" della dott.ssa Hagmüller Gertraud dell’Associazione "Amici dei Cimbri" di Salisburgo

Vocabolario redatto dalla dott.ssa Geyer
"Die altösterreichischen Sprachinseln" pubblicato dalle dott.sse Hornung Maria e Kogler Siegfrid (Università di Vienna)
Grazie a questo patrimonio culturale peculiare di Timau, il gruppo fin dalla sua nascita ha avuto numerosi scambi con altre realtà di origine tedesca presenti un po' in tutta Europa (Svizzera, Francia, Ungheria, Austria, Germania, etc).

TOPONOMASTCA
Timau si snoda lungo le due arterie stradali maggiori, la via Nazionale (che collega l'Italia alla vicina Austria, sulle tracce dell'antica via Julia Augusta) e la via Maria Plozner Mentil, da cui perpendicolarmente partono tutte le "strete" che concorrono a formare i piccoli borghi dell'abitato.
Selciato della strada romana
Particolare della strada romana Julia Augusta che attraversa la zona di Timau per arrivare al centro dell'Europa

piantina della via Julia Augusta piantina della via Julia Augusta
Piantina della "moderna" via Julia Augusta, che collega la Carnia con l'Austria, passando per Timau
Il paese è suddiviso storicamente in 2 borgate, ovvero "Pauarn", che comprende l'area nord fino al "Spritz Haisl", anticamente posto al centro della grande "cleva", e il "Soleit" che parte dal centro e raggiunge l'estremità sud del paese (il nome deriva dal rio Seleit che attraversa l'abitato).
Tali borgate sono a loro volta suddivise in rioni che prendono il nome dall'aspetto ambientale più caratterizzante:
PAUARN
Braida
Oubarlont
Pauarn
SOLEIT
Soleit
Soga


FONTANON
A breve distanza dall'abitato di Timau si trova la sorgente carsica affluente del Torrente Bût, che dà il nome all'intera vallata fino a Tolmezzo.
Con un guizzo suggestivo, il corso d'acqua nasce dalle rocce carsiche della zona, ricche di grotte; la cascata, nota agli abitanti come Fontanòn, precipita spumeggiante nel fondovalle.

LE GROTTE
A monte del Fontanòn vi sono numerosi imbocchi di grotte conosciute come Grotte di Timau.
Le cavità sono caratterizzate da un complesso sistema di cunicoli con andamento ascendente.
Le grotte, in gran parte di origine naturale, sono state ampliate artificialmente nella parte inferiore e utilizzate come fortificazioni militari.
Tradizionalmente si ritiene che queste siano le gallerie delle miniere di calcopirite (solfuro di rame) leggermente argentiferea, menzionate a Timau fin dal secolo XVI.
A circa 200 metri a est si può visitare la cosiddetta "Grotta dei cristalli", costituita da un'ampia cavità, cui si accede attraverso uno stretto e ripido cunicolo lungo una decina di metri: presenta al suo interno uno spettacolo da non perdere.

immagine di Timau

FAGGETA
Più in là, a circa un'ora dal paese, si trova il Bosco Bandito di Timau, una fitta faggeta secolare che è diventata monumento naturale del Friuli Venezia Giulia.
Il bosco deve il suo nome a una legge della Repubblica di Venezia, che nel '500 l'aveva requisito per preservarlo dal taglio indiscriminato; in realtà lo scopo era quello di assicurarsi una fonte di legna per la costruzione della flotta navale della Serenissima.